Laboratori

LABORATORIO DI PSICOMOTRICITA’

 

La Psicomotricità è un approccio globale che favorisce l’integrazione tra area motoria, cognitiva e affettiva del bambino.

La Psicomotricità si esplica attraverso il gioco, modalità primaria del bambino per esprimersi, per comunicare, per dirsi e per crescere. Nel gioco il bambino esprime se stesso e i suoi bisogni attraverso il movimento e il corpo. Diventa protagonista che sperimentandosi struttura la propria identità e consolida la propria autonomia.

Il gioco, che nasce dall’ambiente e dal materiale, è guidato, affiancato e condiviso dalla Psicomotricista, il cui ruolo è quello di accompagnare e favorire il bambino nella sua evoluzione, cercando di valorizzarne l’espressività, intesa come unica modalità e originale di essere di ciascun bambino.

Attraverso l’esperienza vissuta in Psicomotricità, il bambino scopre se stesso, trova gli oggetti nello spazio e impara a relazionarsi con gli altri. Fondamentale sarà l‟apporto del momento di confronto con le insegnanti e la prima osservazione dei diversi bambini per poter poi stendere un progetto individualizzato il più appropriato possibile per ognuno di loro. Alla fine del progetto verrà stilata una griglia riassuntiva per ogni bambino, che verrà discussa con le insegnanti.

Destinatari: tutti gli alunni della scuola dell‟infanzia
Gruppi: ogni gruppo dovrebbe essere composto da 12-14 bambini
Orario: 1 incontro settimanale per ogni gruppo.
Sono previsti incontri con le insegnanti dei bambini coinvolti nel progetto in fase iniziale per la stesura degli obiettivi, in itinere (se necessario) ed alla conclusione del progetto per la restituzione circa il percorso di ogni bambino.

Metodologie: Per i bambini della sezione primavera ed il gruppo dei piccoli verranno proposte delle attività incentrate sulla costruzione del gruppo, sulla scoperta del materiale psicomotorio e sulle modalità di utilizzo di questo, sulla conoscenza ed accettazione delle tre fondamentali regole della stanza di psicomotricità; la maggior parte delle proposte riguarderanno il gioco
senso – motorio (giochi di salto, tuffi, arrampicata, andature, ecc), tenendo come focus il raggiungimento di un gioco di condivisione sia degli spazi sia del materiale.
Nella Pratica Psicomotoria di tipo relazionale i dispositivi spaziali e temporali assumono un ruolo fondamentale. Lo spazio della seduta psicomotoria è strutturato in luoghi (si cercherà di attuare questa suddivisione con il gruppo dei bambini al secondo anno di frequenza della scuola dell‟infanzia):
•SPAZIO SENSO-MOTORIO. L‟obiettivo è quello di stimolare il gioco senso-motorio che comprende: corsa, salto, arrampicamento, etc. cioè tutte le attività orientate soprattutto verso lo spazio e gli oggetti esterni al bambino, ma anche altre attività basate sul
disequilibrio: dondolio, cadute, etc. I contenuti del gioco senso-motorio si riferiscono a giochi di equilibrio-disequilibrio, tirare-spingere, movimento nello spazio e movimento in rapporto all’oggetto.
•SPAZIO DEL GIOCO SIMBOLICO. L‟obiettivo è quello di stimolare il gioco simbolico che è quello del “far finta di…”. Dal punto di vista dell‟espressività corporea, nel gioco simbolico sono coinvolte tutte le categorie del linguaggio corporeo (mimica, tono muscolare, voce, sguardo, postura, spazio, relazione con gli oggetti,…) a livello simbolico. I contenuti del gioco simbolico si sviluppano attorno a temi quali la casa, le armi, i mezzi di trasporto e i giochi di ruolo.
•SPAZIO DELLA RAPPRESENTAZIONE (o DELLA DISTANZIAZIONE). L’obiettivo è quello di distanziarsi dalle emozioni vissute. Attraverso la rappresentazione il bambino narra la sua storia, dà forma alle emozioni vissute che si trasformano in simboli. Il tempo nella seduta psicomotoria è ben organizzato e può essere contenuto nei limiti di un‟ora compresi, i rituali d’inizio: togliersi le scarpe e mettersi le calze anti-scivolo, levare maglie troppo pesanti, fare l’appello, ricordare le regole (NON FARSI MALE, NON DISTRUGGERE IL MATERIALE O  IL GIOCO DEGLI ALTRI, RISPETTARE GLI SPAZI), etc.
•I tempi di gioco vero e proprio. In un primo tempo vi è la distruzione di un grande muro o torre costruito dalla Psicomotricista; dopodiché i bambini si recheranno verso gli spazi e i materiali prescelti dove inizieranno i loro giochi; verso la fine la Psicomotricista avvisa che ci si avvicina alla fine.
•I tempi rituali di fine seduta: rappresentazione, verbalizzazione finale, rimettersi le scarpe, etc. Nella pratica di educazione psicomotoria di tipo funzionale (proposta per il gruppo al terzo anno di frequenza) il lavoro viene condotto dallo psicomotricista; si fissano degli obiettivi (che possono essere più o meno esplicitati al gruppo) e si propongono delle attività ad hoc per gli
obiettivi pensati (alle volte ciò che viene pensato non è applicabile per svariati motivi: i bambini sono stanchi, i bambini sono reduci da una gita, ecc; in queste situazioni si rivede il lavoro al momento del cerchio iniziale). Con questo approccio si lavora molto sull’attenzione, l’ascolto, l’immaginazione e la fantasia, il rispetto delle regole, degli altri e dei tempi che vengono dettati
dallo psicomotricista; di solito, i primi incontri del progetto prevedono un lavoro sul corpo (il corpo che si muove, il corpo che si trasforma, un corpo da ascoltare, ecc), non si utilizzeranno materiali, se non il corpo dei bambini. In questa fase si può prevedere anche un momento di rilassamento finale. Con il passare delle sedute, di volta in volta, verrà inserito un oggetto/materiale (ad ogni bambino verrà consegnata una palla, una corda, un telo, un bastone, ecc) e con questo si sperimenterà: la palla verrà utilizzata come l’uovo del pinguino da trasportare, la corda come una macchina, il bastone come una scopa, ecc (sono solo alcuni semplici esempi di consegne); il materiale verrà utilizzato prima singolarmente, poi a coppie, passando da piccoli gruppetti fino ad arrivare all’intero gruppo. Verso la fine del progetto, invece, si chiederà ai bambini di utilizzare prima due, poi tre, poi magari tutti i materiali per
costruire quello che la loro fantasia li porterà a creare, cercando la maggior collaborazione tra tutti.
Materiali:
• Materasso per salti;
• Cubi e parallelepipedi in gomma piuma;
• Tessuti colorati di varie misure;
• Foulard;
• Corde a più lunghezze;
• Palle di gomma piuma;
• Cerchi;
• Peluches;
• Costruzioni in legno;
• Pennarelli e fogli;
• Materiale per la manipolazione: creta, plastilina, pasta di sale,…
• Orologio

N.B.  E’ importante che quando inizia il progetto ci siano tutti i materiali; lo psicomotricista porterà altro materiale.
Obiettivi (declinati secondo le tappe di sviluppo raggiunte dai singoli gruppi):
Area motoria: – approfondire la conoscenza del proprio corpo dall’espressione senso-motoria alla sua rappresentazione – favorire la coordinazione motoria.
Area cognitiva: – consolidare l‟orientamento spaziale e i rapporti topologici in relazione a sé e allo spazio circostante – favorire la percezione del ritmo corporeo e le sue variazioni – favorire il consolidamento dei concetti spazio- temporali – favorire l’acquisizione di conoscenze logiche
Area emozionale: – apprendere le principali regole del gioco condiviso e imparare a rispettarle –
favorire la comunicazione e la relazione verso l‟altro – favorire la capacità di comunicare la
propria esperienza e i propri vissuti emotivi.

 

LABORATORIO D’ARTE TERAPEUTICA

La proposta di Atelier Artistico Terapeutico per la Scuola è volta a potenziare e sostenere la creatività libera dei bambini, attraverso laboratori che stimolino un espressione autonoma, favorendo lo sviluppo di personalità originali.
L’Atelier diviene per i bambini luogo di incontro, empatia, ricerca, sperimentazione, scoperta, invenzione e realizzazione. Piacevole spazio di riferimento, che accoglie ed incuriosisce. Tempo di relazione ed espressione creativa, dove i bambini possono aprirsi con fiducia alle sperimentazioni artistiche, attraverso linguaggi verbali e non verbali. Esiste infatti nella materia, nel colore e nella relazione che si instaura con gli altri, una profonda potenzialità educativa e trasformativa. I Laboratori di tipo esperienziale, saranno occasione per ogni bambino di osservazione, esplorazione, scoperta sensoriale, corporea e di gioco, in linea con la programmazione didattica dell‟anno. Il percorso sarà liberamente ispirato ad artisti e creativi,ed il creare sarà spesso accompagnato dalla musica e dal movimento, a solleticare immaginario e fantasia. Storie, immagini e colori, in un crescendo di emozioni. Diversificheremo i laboratori per gruppi di età (Piccoli, Medi, Grandi), coltivando relazione, metodo e progettualità. Il Progetto si svilupperà seguendo i tempi dei bambini e cogliendo ed assecondando interessi e preferenze. I laboratori proposti mirano a praticare tutte le possibilità comunicative del corpo per conoscerci, come individui e come gruppo coinvolgendo attraverso il gioco creativo bambini di più classi, valorizzando l’unicità e la libera espressione di ognuno, e offrendo al tempo stesso dimensioni di coralità, condivisione e socialità totalizzanti del fare artistico insieme.
Sperimentare sarà il metodo di lavoro, permettendoci di soffermarci maggiormente sul processo creativo anziché sul risultato. Realizzeremo opere collettive, scoperte e condivise. Svilupperemo la capacità di lasciarci coinvolgere dal gruppo, acquisendo maggior fiducia in noi stessi e negli altri, valorizzando le differenze che ci rendono unici e stimolando pensiero critico e sentimento
estetico. La programmazione prevede anche due date speciali dedicate agli Atelier di Natale. A conclusione del percorso prevediamo gita al Rossini Art Site di Briosco, dove come piccoli esploratori scopriremo significative opere del Novecento, contemporanee, tracce di architettura, ma anche cavalli o porte da calcio…in un museo a cielo aperto immaginato e realizzato non solo come un luogo dello spazio, ma anche come un luogo del tempo, dove sentirsi bene. Una presentazione video completerà il progetto a raccontare le emozioni ed il tempo trascorso insieme.

 

LABORATORIO TEATRALE

Il laboratorio segue il tema della progettazione annuale. Dal lavoro nato nel corso dell’anno prenderà vita l’evento che sarà poi condiviso con i genitori. L’intero laboratorio e l’evento finale ad esso collegato, sono caratterizzati dalla dimensione ludica propria del teatro. Attraverso i giochi simbolici e teatrali, i bambini arrivano a conquistare in modo profondo e spontaneo, alcune importanti competenze verbali, motorie e cognitive, e a vivere forti gratificazioni sul piano affettivo e relazionale, inoltre queste attività contribuiscono a rendere i bambini più autonomi, sia nel gioco libero che nelle attività organizzate.
Il far finta di…. si trasforma così nel fare spettacolo, teatro e permette agli stessi di crescere e di sviluppare la propria creatività, di esprimere paure, sentimenti e incertezze; di allargare la fiducia in se stessi e negli altri; di valorizzare le diversità per un reciproco arricchimento, di liberare la fantasia, di avvicinarsi al mondo della musica e del teatro.

 

PROGETTO “NONNI, FACCIAMOCI COMPAGNIA” in collaborazione con la RSA Anni Azzurri Melograno

Anche quest’anno proseguirà la proposta intrapresa lo scorso anno con la RSA Anni Azzurri Melograno e i bambini di cinque anni delle scuole.

I momenti d’incontro sono molto importanti poichè i nostri bambini si relazionano coi “nonni” per riuscire a ricreare quei momenti di vita passata dove i nonni rappresentavano  un punto importante della relazione famigliare. Gli  anziani residenti nella struttura riescono a sentirsi ancora importanti, cancellando quei sentimenti di poca autostima e di inutilità che a volte avvertono. Saranno momenti semplici e caratterizzati da una compagnia familiare.

 

PROGETTO “INSIEME E’ PIU’ BELLO” in collaborazione con la Cooperativa sociale “Progetto Filippide Lombardia Onlus”

La Cooperativa è nata da un gruppo di genitori di bambini con disabilità di Cassina de’ Pecchi, che già nel 2005 avevano fondato l’associazione “Raggio di Luce” Onlus, un gruppo impegnato nella progettazione e promozione di servizi di inclusione sociale per minori con disabilità.
Durante l’anno saranno organizzati dei momenti di condivisione e festa finalizzati a promuovere relazioni, occasioni di contatto e nuove conoscenze: come preziose opportunità di integrare persone diversamente abili e persone normodotate.

 

PROGETTO “BISOGNI EDUCATIVI FONDAMENTALI”
rivolto ai bambini dell’ultimo anno di frequenza

L’idea di avviare questo progetto è nata in seguito ad un incontro, proposto da?????????????????????lle insegnanti ai genitori dei bambini dell’ultimo anno di frequenza.
Conduttori di quell’incontro sono stati: la pedagogista interna che segue la nostra scuola e un’insegnante della scuola primaria.

Ciò che è emerso, soprattutto da quest’ultima è stata la chiarezza con cui è stato sottolineato che “preparare i bambini” alla scuola primaria, NON significa anticipare lettere e numeri, MA aver cura di tutte le funzioni che sono relative alle attitudini di base, ovvero:

  • aver raggiunto una buona armonia di movimento sia con globalità del corpo (salire e scendere le scale, correre, saltare ecc.) sia in movimenti “fini” (impugnare bene gli strumenti della scrittura, coordinare gli occhi con la mano)
  • aver cura delle proprie cose
  • gestire bene la cura del proprio corpo
  • aver sviluppato, attraverso il disegno, una buona costruzione del simbolo
  • saper esprimere oralmente i propri pensieri
  • saper collaborare.

L’elenco potrebbe continuare ma la sottolineatura è stata: “Noi insegnanti della primaria non troviamo difficoltà nell’insegnare a scivere. Troviamo difficoltà in tutto il resto”.
L’incontro ha confermato la linea pedagogica intrapresa dalle insegnanti ma le ha sollecitate ad avere una cura speciale per gli aspetti sopra indicati. I primi mesi di frequenza (settembre-ottobre) sono dedicati all’osservazione della cura del sè, del corpo e delle proprie cose, l’armonia del movimento soprattutto nelle attività e nel gioco quotidiano. Le insegnanti hanno preso maggior coscienza di quanto le procedure possano essere utili anche in funzione della lettura e scrittura. Interiorizzare le varie procedure è una preparazione, sotto il principio di causalità (ad una causa corisponde un effetto) che sarà molto importante quando i bambini dovranno gestire un quaderno, utilizzare il quadretto superiore prima di quello sottostante, terminare una pagina prima di utilizzare quella successiva, ecc.
Terminati questi primi “blocchi” si passa al blocco successivo che riguarda il gioco simbolico e il linguaggio. Il gioco simbolico (casetta, travestimenti, costruzioni) è un potente costruttore di simboli (facciamo finta…i bambini devono pensare e progettare prima di fare) che sarà utilissimo quando dovranno leggere (cioè “vedere nella mente” il significato della parola scritta) e scrivere (pensare a ciò che si vuol comunicare).
Contemporaneamente all’osservazione del gioco simbolico, “ascoltiamo” il linguaggio. Difficilmente un bambino che parla “male” leggerà e scriverà bene. Ma il nostro compito è anche quello di arricchire il linguaggio, attraverso il racconto, l’invenzione di rime e la comprensione di metafore.
Questo lavoro andrà di pari passo con l’osservazione del disegno spontaneo, della capacità di racconto e del corretto uso di strumenti finalizzati alla scrittura.
Sarà approfondito anche l’aspetto logico-matematico, con giochi di classificazione, seriazione, corrispondenza biunivoca che stanno alla base del calcolo.

Alla conquista della scrittura e non solo…

Come mai tanti bambini trovano difficoltà nell’apprendimento iniziale della scrittura nella scuola primaria? Quali sono gli apprendimenti mancanti o i prerequisiti carenti che impediscono a tanti bambini di impugnare correttamente una matita, di disegnare con cura, di orientarsi nello spazio del foglio e più in particolare eseguire tracciati di pregrafismo e lettere con buon tratto, giusta forma e dimensione?

Queste domande ci avevano già sollecitate all’avvio del progetto “Bisogni educativi fondamentali” e ci hanno spinto ad approfondire la pedagogia del gesto grafico fin dal primo anno della scuola dell’infanzia.

La scuola dell’infanzia non è soltanto un luogo d’incontro e di gioco, di espressione spontanea per il bambino, ma un luogo dove, incontrandosi e giocando insieme, insieme si sperimenta e si impara, si offre concretamente a ogni bambino la possibilità di passare dall’esplorazione alla scoperta e alla conquista, dal non saper fare a nuove e graduali conoscenze e competenze del fare. Conoscenze e competenze che potranno servire per affrontare con maggior facilità la scuola primaria, in un percorso coerente e unitario tra questi due ordini di scuola che aiuterà soprattutto gli alunni con maggiori difficoltà iniziali, ma stimola le potenzialità di tutti i bambini, rispettandone i diversi ritmi di apprendimento. Tutto questo in un’ottica di  prevenzione di DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), particolarmente nelle difficoltà grafo-motorie.

Siamo convinte che un approccio educativo positivo possa realizzare al meglio il potenziale di ogni bambino, mettendo in gioco i sensi associati alla motricità, e la consapevolezza di sé, del proprio corpo.

Porremo attenzione al senso del tatto (attività di motricità fine della mano come abbottonarsi, girare la chiave in una serratura), alla postura del corpo, all’impugnatura corretta dello strumento (pennarello, pennello, matita, forbici, forchetta e cucchiaio), favorendo il passaggio dal sistema prossimale a quello distale (dal più vicino al più lontano).