Progetto educativo

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt. 4,4)
(…) L’esperienza della Scuola cattolica porta in sé un grande patrimonio di cultura, di sapienza pedagogica, di attenzione all’individuo, di reciproco sostegno con le famiglie, di capacità di cogliere anticipatamente, con l’intuizione che viene dall’amore, i bisogni e i problemi nuovi che sorgono col mutare dei tempi. Tale patrimonio vi mette nelle condizioni per individuare risposte efficaci alla domanda educativa delle giovani generazioni, figlie di una società complessa, poco capace di offrire ai suoi giovani chiari e sicuri punti di riferimento.
(…) La capacità educativa di ogni istituzione scolastica dipende in grandissima misura dalla qualità delle persone che ne fanne parte ed in particolare, dalla competenza e dedizione dei suoi insegnanti. A questa regola non sfugge certo la Scuola Cattolica, che si caratterizza principalmente come comunità educante.”

Dal discorso pronunciato da Papa Giovanni Paolo II all’Assemblea Nazionale della Scuola Cattolica (Roma, 30 ottobre 1999).

Nel rispetto dell’art. 30 della Costituzione della Repubblica Italiana che sancisce il dovere e diritto dei genitori di mantenere istruire ed educare i figli, la Scuola dell’Infanzia Don Ambrogio Verderio, offre una proposta educativa secondo la concezione cristiana della vita e della persona.

Il Progetto Educativo è un documento che esprime e definisce l’identità della scuola, esplicitando la propria originale e qualificata proposta educativa.

Esso diventa quindi, criterio ispiratore di tutte le scelte e di tutti gli interventi (programmazione educativo-didattica, scelta degli insegnanti… )

Nella scuola d’ispirazione cristiana, si educa ogni bambino introducendolo alla realtà ed al suo significato, attraverso l’esperienza di un rapporto affettivo, preciso e personale, con l’adulto.

L’educatore propone se stesso come strumento di introduzione e conoscenza della realtà.

L’unità tra gli adulti che operano nella scuola e tra educatori e genitori e la conseguente condivisione dell’impostazione dell’azione educativa, è la prima condizione per garantire la crescita dei bambini.

La proposta educativa valorizza tutte le dimensioni della persona, accogliendo la diversità come ricchezza, per promuovere l’identità personale e culturale di ciascuno, attraverso la personalizzazione del percorso educativo.

La proposta educativa ha una precisa implicazione “religiosa” per il fatto che deve rispondere al desiderio di felicità e di compimento contenuto nel cuore di ogni uomo e che solo nel rapporto con il Suo Creatore e nella scoperta del Significato ultimo di ogni cosa, può trovare soddisfazione.

METE EDUCATIVE

Nella scuola dell’infanzia, la proposta educativa si caratterizza come esperienza.

Fare esperienza non vuol dire “provare” indiscriminatamente delle cose o lasciarsi determinare da una investigazione senza senso.
L’esperienza è un impegno con la vita, nel quale il bambino, accompagnato da un adulto, verifica la corrispondenza del progetto educativo, che riceve attraverso la proposta educativa e didattica.

La proposta educativa come esperienza ha un aspetto di contenuto (apprendimenti) e un aspetto di metodo (sensibilità): aderendo a questa proposta il bambino prende coscienza di sè e della realtà che lo circonda ed impara un metodo per stare di fronte ad essa, rispettoso di tutto ciò che incontra compreso il senso del Mistero.

Nell’insegnamento, la scuola deve rispettare la centralità del bambino come soggetto avente diritto all’educazione, all’istruzione, al rispetto dell’identità e al riconoscimento delle sue esigenze.

Il progetto annuale, della scuola dell’infanzia, tiene conto delle aree di sviluppo e delle potenzialità dei bambino, a seconda della sua età. La scuola dell’infanzia, nel corso dei tre anni, accompagna il bambino al conseguimento graduale delle seguenti finalità.

FINALITA’

a) maturazione dell’identità :

  • Atteggiamento di sicurezza stima di sè e fiducia nelle proprie capacità
  • Espressione e controllo delle proprie emozioni
  • Sensibilità verso vissuti emotivo-affettivi degli altri
  • Riconoscimento dell’identità personale
  • Formazione di una identità culturale in una prospettiva multiculturale aperta alle relazioni con culture diverse

b) conquista dell’autonomia

Il bambino conquista progressivamente l’autonomia grazie allo sviluppo di varie capacità:

  • Compiere scelte autonome in contesti diversi
  • Interagire costruttivamente con persone ed elementi di novità
  • Conoscere e rispettare i valori universalmente riconosciuti
  • Esprimere liberamente il proprio pensiero

c) sviluppo delle competenze

Avviene in molteplici direzioni:

  • Consolidamento delle abilità sensoriali, percettive, motorie, cognitive e linguistiche
  • Stimolazione alla produzione e comprensione di messaggi e situazioni attraverso strumenti linguistici e capacità rappresentative
  • Valorizzazione dell’intuizione, dell’immaginazione e della creatività

Tali finalità sono raggiunte attraverso gli obiettivi dei campi di esperienza, che sono gli ambiti del fare e dell’agire di cui il bambino fa le proprie esperienze.

Il tutto parte dall’osservazione di ciascun bambino, cercando di individuare gli aspetti della storia individuale (esperienze cognitive, ritmi e tempi di sviluppo).
La progettazione sarà attuata con una certa flessibilità coerente con il dinamismo dello sviluppo infantile, per permettere a ciascun bambino di raggiungere gli obiettivi prefissi con i propri tempi e ritmi.

FORMAZIONE

La formazione si svilupperà attraverso alcune forme culturali tipiche dei bambini dai tre ai sei anni:

  • Gioco
  • Corporeità
  • Sensorialità
  • Trasformazione della realtà
  • Immaginazione – Intuizione
  • Comunicazione
  • Narrazione
  • Creatività

Il gioco ha nella Scuola dell’Infanzia un ruolo privilegiato, in quanto è “risorsa privilegiata di apprendimento”; ogni forma di attività dovrebbe quindi avere carattere ludico capace cioè di contenere le caratteristiche tipiche del gioco quali novità, consapevolezza, ma anche impegno, continuità e progressività.

Altro elemento essenziale nella metodologia adottata nella scuola dell’ infanzia è data dall’esplorazione intesa anche come curiosità.
È importante stimolare e favorire il confronto di situazioni alle quali trovare ipotesi di soluzione, considerare l’errore come una risorsa per confrontare e rielaborare l’esperienza avvicinandosi alla realtà privilegiando l’esplorazione del territorio. In questo contesto l’insegnante porta avanti la regia tenendo in massima considerazione il rispetto nei confronti dei bambini.

I SOGGETTI DELL’AZIONE EDUCATIVA

Alla realizzazione dello scopo che la nostra scuola si propone, concorrono diversi soggetti:

  • Il presidente con il Consiglio di Gestione e il Consiglio Affari Economici della Comunità Pastorale S.Maria Madre della Chiesa, sono i responsabili ultimi della scuola.
    Con la loro azione rendono presente ed attuale l’ideale educativo e la passione che ha animato i fondatori all’origine.
  • I docenti, traducono, con competenza professionale e maturità umana, l’ideale educativo in percorsi formativi e didattici.
  • Gli alunni, sono al centro della scuola, in quanto tutto ciò che in essa avviene mira allo sviluppo delle sue facoltà e delle sue doti, alla valorizzazione delle sue capacità e interessi nel rispetto dei suoi ritmi di crescita.
  • Il personale di cucina e ausiliario, rende possibile lo sviluppo ordinato e funzionale della vita scolastica.
  • I genitori, aderendo alla proposta educativa della scuola, sperimentano una condivisione della loro primaria responsabilità in ordine alla crescita dei loro figli.

La scuola inoltre, vive dentro un riferimento, operativo e ideale più grande: la Federazione Italiana Scuole Materne (Fism-Amism), che rappresenta un fattore di costruzione locale di solidarietà tra le scuole, in termini di coordinamento dell’azione gestionale ed educativa e di aiuto reciproco.

IL COLLEGIO DOCENTI

  • All’insegnante, spetta il compito di affermare il valore positivo di ogni bambino e di favorire il suo naturale interessamento alla realtà che lo circonda.
  • L’insegnante, interviene di fronte ad un bambino che si annoia, che ha bisogno di essere sollecitato, che può essere spaventato da alcune richieste.
  • L’insegnante, offre attività, proposte e giochi che permettono al bambino di scoprire nuovi aspetti della realtà e nuove cose; offre la possibilità di fare nuove esperienze, consolidare conoscenze già possedute ed interiorizzare vissuti personali o di gruppo.
  • L’insegnante, si impegna a svolgere la propria attività con professionalità e competenza e con l’impegno di condividere ed attuare la proposta educativa propria della scuola.
  • All’insegnante è richiesto un atteggiamento di autorevolezza perché il bambino possa concretamente nella convivenza con essa fare esperienza dei valori in atto, che danno forma alla vita.
  • All’insegnante, è richiesta la disponibilità ad un lavoro personale di riflessione sul proprio agire educativo, attraverso la testimonianza della propria vita, e collegiale, non solo a livello didattico attraverso la programmazione didattica, ma anche a livello educativo attraverso l’esplicitazione delle ragioni delle scelte dei contenuti, delle attività specifiche proposte, della definizione dei tempi e dei ritmi della giornata scolastica.
  • All’insegnante è richiesta un atteggiamento di disponibilità e di apertura al dialogo on i bambini e con le loro famiglie.
  • All’insegnante è richiesto un costante impegno nell’aggiornamento e l’adesione ad incontri formativi di cui la scuola può avvelersi per un aiuto in ordine a diverse problematiche educative, organizzative ed istituzionali (psicologo, neuropsichiatria, legale, gestore).

GENITORI

Nella scuola i genitori rimangono i primi responsabili dell’educazione dei figli, rifiutando ogni tentazione di delega educativa e sono a pieno titolo membri della comunità educante. I genitori sono chiamati a collaborare alla realizzazione del progetto educativo secondo la competenza che è loro propria.
In particolare essi potranno arricchire questo progetto rendendo vivo ed esplicito il clima familiare che deve caratterizzare la comunità educante.
Come primi responsabili dell’educazione dei figli, i genitori chiedono che siano coltivati in loro valori come l’amicizia, la gratuità, la generosità, la solidarietà e la missionarietà.
I genitori, nello specifico sono coinvolti durante:

  • I colloqui individuali con la coordinatrice per l’iscrizione
  • I colloqui con le insegnananti prima dell’inserimento del bambino a scuola e durante l’anno scolastico
  • Nelle assemblee di classe
  • Nella partecipazione agli organi collegiali
  • Nelle feste di Natale e della fine dell’anno
  • Nella gita-giornata convivenza

PERSONALE DI SEGRETERIA DI CUCINA E AUSILIARIO

Tutti sono componenti attivi della comunità educante, partecipando alla vita della scuola secondo quanto avviene affidato alla loro cura. In sintonia con il progetto educativo e con la missione della scuola contribuiscono con la loro opera quotidiana a creare quel clima che rende più facile e gradito il lavoro educativo, l’ordine, la stima reciproca nella collaborazione.